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LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA SCIENTIFICA
La psicologia scientifica moderna nasce nella seconda metà dell'Ottocento.
Tra il 1850 e il 1870 fisici e medici si occupano dello studio della psiche: le sensazioni, le emozioni, le attività intellettive.
Gli scienziati applicarono allo studio della mente le metodologie che già applicavano alle scienze naturali, ma senza rendersi conto che stavano creando una nuova scienza, la moderna psicologia scientifica, in cui fusero le scienze naturali con lo studio della mente.
Nel 1872 Charles Darwin pubblica L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali in cui descrive per la prima volta le somiglianze che dimostrano come uomini e animali comunicano sensazioni e manifestano e emozioni mediante il comportamento e il movimento di parti del corpo.
Nasce così la teoria fisiologica delle emozioni: per Darwin le emozioni sono scariche di energia che attraversano l'organismo, scatenate da stimoli esterni.
La paura è il brusco cambiamento fisiologico che un organismo incontra in presenza di un ostacolo.
I movimenti con cui noi esprimiamo un'emozione, sono residui di quei movimenti che un tempo usavamo per uno scopo preciso. E così la pensa anche l’etologia.
Quindi, per Darwin si comunica anche attraverso il corpo.
La CNV, o comunicazione non verbale, è diventata importante dopo le ricerche con le api di Karl Von Frisch.
Tra il 1860 e il 1870, Franciscus Donders studia i tempi di reazione, cioè il tempo che un individuo impiega per rispondere allo stimolo. Ancora oggi si usano per valutare le persone idonee alla guida di autobus ed autocarri.
Donders li studiò per misurare le attività mentali. Più sono i passaggi mentali per rispondere a uno stimolo e più tempo viene impiegato per rispondere.
Ci sono tre esperimenti tipici:
- esperimento studia quanto tempo occorre a un individuo per tirare una leva quando vede una luce.
- esperimento studia quanto tempo occorre a un individuo per tirare una leva quando vede una luce intensa e non debole.
- esperimento: oltre che a reagire a uno stimolo, l’individuo deve anche scegliere se tirare o no la leva.
La differenza tra il secondo e il primo caso era la scelta di tirare o no la leva.
Gustav Theodor Fechner laureato in medicina, è passato alla storia della psicologia, per aver fondato la psicofisica.
Egli studiò per sette anni il rapporto tra gli stimoli fisici e sensazioni mentali.
In Germania vi erano conflitti sul meccanicismo, che considerava tutti i fenomeni pari a quelli fisici, mentre il vitalismo considerava tutti i fenomeni appartenenti alla vita e alla mente.
Fechner studiava il rapporto mente-corpo, per risolvere la questione tra vitalismo e meccanicismo.
Ernst Weber aveva notato che la risposta agli stimoli varia a seconda della loro intensità.
Nasce la legge di Weber-Fechner la quale afferma che la soglia sensoriale differenziale varia a seconda della grandezza degli stimoli, ed è proporzionale alla loro intensità.
Quindi, essa serve per dire che la sensibilità di un corpo aumenta se gli stimoli aumentano di intensità.
Il merito di aver fondato la psicologia come disciplina accademica, va a Wilhelm Wundt, in Germania, che tra il 1858 e il 1862 scrisse il libro Contributi alla teoria della percezione sensoriale e più tardi il suo Manuale di psicologia.
Nel 1875 divenne professore di filosofia a Lipsia, dove fondò il suo laboratorio nel 1879.
Nonostante vi fossero ancora termini fisiologia e filosofia, Wundt voleva fare psicologia.
Al laboratorio affluirono allievi e osservatori di tutto il mondo. Veniva studiata la psicofisica ed i tempi di reazione.
Era nata la psicologia come disciplina scientifica ed accademica.
La cultura di Wundt, la biologia, la fisica, la filosofia, gli avevano permesso di sintetizzare la nuova disciplina.
Nello stesso periodo Hermann Ebbinghaus realizza il primo importante lavoro sulla memoria.
Hermann Ebbinghaus fu il primo ad effettuare un lavoro di psicologia sperimentale.
Egli si era interessato alla psicologia per caso, trovando un libro di Fechner.
Ebbinghaus si occupò della memoria, lo studio alla quale si erano applicati Aristotele e molti filosofi, studiandola nel laboratorio di Lipsia, dove oltre a studiare sensazioni, percezioni, non si studiavano il pensiero, l’apprendimento, la volontà e la memoria.
Egli imparava a memoria gruppi di consonanti e vocali senza senso. Combinandole, ottenne 2 300 sillabe.
Per impararle, leggeva ripeteva dall'inizio alla fine, e se si inceppava nella ripetizione, leggeva il resto e poi tutto, e così riprovava a ripetere tutte le sillabe. Si può memorizzare attraverso tre tipi di prove:
- di rievocazione, con la quale gli viene chiesto a un individuo di ripetere ciò che ha memorizzato
- di riconoscimento, l'individuo deve riconoscere cose già viste o sentite tra altre
- di riapprendimento, Ebbinghaus usò queste prove, infatti nella prima seduta imparava delle sillabe, nella seconda, imparava la medesima lista, questa volta per imparare la seconda lista gli occorreva un tempo molto minore rispetto alla prima.
Ebbinghaus arrivò ad alcune conclusioni.
- Effetto del superapprendimento: a forza di ripetere la memoria migliora (aumentando il numero di ripetizioni, aumenta anche la memoria).
- Curva dell'oblio: al trascorrere dei giorni la memoria diminuisce.
Apprendimento massivo e distributivo: più sedute sono più efficaci di una lunga seduta singola.
- Effetto seriale: la memorizzazione dipende da come sono messe le sillabe, infatti quelle in fondo e le prime si memorizzano meglio di quelle di mezzo.
Nella Germania dell'800, che era diventato il principale centro scientifico del mondo, molti allievi di Wundt fondarono laboratori e scuole.
Tra esse la scuola di Wurzburg che, con Kulpe, introdusse il metodo di introspezione (dal latino guardare dentro), consistente nell'osservazione delle nostre esperienze personali e interiori.
Kulpe utilizzò l'introspezione (tra la fine del XIX secolo ed il primo decennio del XX) per indagare sperimentalmente sugli stati di coscienza che appaiono irriducibili alle immagini mentali e alle sensazioni, così come risulta per esempio durante i giudizi comparativi fra i pesi di due oggetti.
In precedenza questa tecnica veniva usata molto poco con Wundt, perché vi era la preoccupazione che la descrizione di fatti troppo personali facesse perdere di vista gli obiettivi.
I soggetti riferivano allo psicologo fatti interiori, con cui egli cercava di non interferire, chiedendo fatti semplici, senza andare a riallacciarli con il passato.
A Wurzburg, oltre che limitarsi a studiare le sensazioni, si comincia a studiare pure il pensiero, e si studia ciò che accade nella mente in qualunque momento.
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