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Le scie chimiche esistono eccome!
 
 

Silvia Montefoschi
(Roma, 1926) è un medico, un biologo ed uno psicoanalista; in quest'ultima veste è stata allieva di Ernst Bernhard. In precedenza membro della Società Internazionale di Psicologia Analitica e membro fondatore dell'Associazione Italiana di Psicologia Analitica, intorno al 1970 è uscita da entrambe le associazioni coerentemente con il rifiuto per quella che riteneva l'inevitabile identificazione dogmatica del pensiero nell'appartenenza ad una "scuola". Da allora numerosi gruppi si sono formati e sciolti attorno a Montefoschi, senza mai istituzionalizzarsi. Negli ultimi anni si è dedicata alla formazione di analisti e all'elaborazione del proprio pensiero.

Il contributo più importante di Montefoschi riguarda la riflessione sulla psicoanalisi come metodo conoscitivo che abbraccia progressivamente tutti gli aspetti del reale. Inizialmente il suo pensiero si caratterizza per l'interpretazione in chiave dialettica del pensiero junghiano. Successivamente, con "L'uno e l'altro" (1977) esplicita la relazione analitica tra analista e analizzando in senso relazionale, descrivendola come il passaggio dal rapporto di interdipendenza al rapporto di intersoggettività. L'intersoggettività tra analista e analizzando si realizza quando ciascuno riconosce l'altro come soggetto della relazione e non più come oggetto di soddisfacimento dei propri bisogni. In quest'ottica rilegge radicalmente tutto il metodo psicoanalitico. Il suo pensiero ha una svolta nel 1985 con la pubblicazione de "Il sistema uomo"; il passaggio dall'interdipendenza all'intersoggettività viene esteso oltre il rapporto psicoanalitico e applicato a tutta la conoscenza del reale. L'uomo, riflettendo su di sè, si accorge di essere Soggetto riflessivo e non si identifica più unicamente con l'Io e con la corporeità. Il Soggetto riflessivo coglie la propria coincidenza con l'Essere tutto del reale, anzi,è l'Essere stesso che conosce progressivamente sè stesso attraverso il pensiero umano, culmine di tutta la storia della conoscenza della realtà. Nel 1987 con "Il principio cosmico o del tabù dell'incesto" Montefoschi aprirà l'ultima fase del suo pensiero. Il libro legge tutta la storia dell'universo come la progressiva evoluzione del Pensiero, che conosce sè stesso attraverso le forme viventi che incarnano livelli di riflessione sempre più elevati ed ampi. Negli ultimi anni questo processo evolutivo è descritto più compiutamente: l'Essere (il Pensiero Uno)quale ideante, si dice nell'idea come effetto del suo ideare. Così l'universo passa dalla potenza all'atto sin dal primo momento del conoscersi, il big bang. In questa conoscenza, che necessariamente differenzia l'ideante (il soggetto) dall'idea (l'oggetto), l'Essere quale Pensiero Uno si frammenta via via nella materia. Come il termine uni-verso fa intendere, finalità ultima della conoscenza dell'Essere è quella di recuperare a sè in modo dialettico il Pensiero Uno, andando oltre la frammentarietà del reale. Per questo Montefoschi teorizza un ultimo salto riflessivo oltre il "sistema uomo", dove l'Essere si conoscerà originariamente come essere duale, intersoggettivo. La psicoanalisi, proprio come metodo di continua riflessione su di sè e sulla realtà, segna l'avvento di quest'ultimo salto evolutivo della conoscenza. Simbolicamente questo salto coincide con il recupero a sè del femminile da parte del Pensiero Uno che, sinora nella storia, si è vissuto solo come soggetto maschile. Infatti, all'uomo sempre è stato dato il ruolo di portatore del pensiero e dello spirito, mentre la donna si è sempre identificata nell'essere che doveva portare avanti l'oggettualità materiale della vita. Il testo che traccia quest'ultima tappa del pensiero di Montefoschi è in particolare: "La storia di colui che è, narrata in coloro che sono" (2005).

Mario Trevi è il decano degli psicoanalisti junghiani italiani.

Membro fondatore nel 1960 dell'Associazione Italiana per lo Studio della Psicologia Analitica, nel 1966 ha fondato anche il Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA), una delle due associazioni (l'altra è l'AIPA) che riuniscono i seguaci della scuola junghiana in Italia. È membro a pieno titolo dell'International Association of Analytical Psychology.

Ha pubblicato vari studi sulla psicologia in generale e sulla critica alla teoria junghiana in particolare. Ha diretto la rivista Metaxù che si occupa di ricerca sui simboli.

Aldo Carotenuto (Napoli, 1933 - Roma, 2005) è stato uno psicoanalista, scrittore e docente presso l'università La Sapienza di Roma, nonché uno dei massimi esponenti dello junghismo internazionale.

Nato a Napoli nel 1933, ha studiato prima nella sua città, per poi trasferirsi a Torino e completare lì gli studi. Successivamente si è trasferito negli USA, dove ha frequentato la Scuola di Psicologia sperimentale alla New School for Social Research di New York. Lì è diventato membro dell'American Psychological Association (APA). Tornato in Italia, ha ottenuto la cattedra di Psicologia della personalità presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove ha proseguito i suoi studi, soprattutto sul pensiero di Carl Jung, continuando nella sua attività di analista. Ha pubblicato numerosi saggi sui temi cari al suo percorso di studi: il mito, la cultura occidentale, la Storia della Psicologia, la psicologia analitica. Ha realizzato anche diversi testi universitari, utilizzati sia nei suoi corsi alla facoltà di psicologia della "Sapienza" che in altre università. Ha contribuito alla diffusione del pensiero junghiano. Da una sua opera, Diario di una segreta simmetria (1980), fu tratto un film diretto da Roberto Faenza, in cui si descriveva la relazione fra Carl Jung e Sabina Spielrein, sua paziente e poi psicoanalista nell'Unione Sovietica.

 

 
 
 

 

 
 
 
 
 
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Web

www.psicoterapia-counseling-disturbo-apprendimento.org
 
Psicologia. (2006, settembre 25).
Wikipedia, L'enciclopedia libera. Retrieved, settembre 28, 2006