La psicologia del Sé
Per approfondire, vedi la voce Heinz Kohut.
Caposcuola della "Psicologia del Sé" è considerato Heinz Kohut (1913-1981), trattato anche nella sezione seguente sugli intersoggettivisti, in quanto tra i principali ispiratori della nuova corrente della "psicoanalisi intersoggettiva". Psicoanalista di Chicago, nato a Vienna, con il dilagare del nazismo in Europa si trasferì negli Stati Uniti.
La psicoanalisi femminista
Tra le psicoanaliste che più recentemente coniugano la psicoanalisi con una attiva militanza femminista vanno annoverate:
Jessica Benjamin nota esponente della psicoanalisi intersoggettiva.
Luce Irigaray (1930) di formazione lacaniana.
Julia Kristeva (1941) di formazione lacaniana.
La psicoanalisi interpersonale
La psicoanalisi interpersonale si rifà al lavoro condotto sin dagli anni Trenta dallo psicoanalista americano Harry Stuck Sullivan (1892-1949). Stephen A. Mitchell attualmente ne è considerato il principale esponente, le cui teorie psicoanalitiche da taluni vengono considerate espressione della più recente corrente di "psicoanalisi intersoggettiva".
Per Jacques Lacan, se è grazie alla relazione con l'altro che può darsi e procedere il processo di soggettivazione, e in questo anche Lacan sottolinea la positività insita nell'esistenza dell'altro, la relazione con l'altro costituisce comunque un'alienazione del desiderio propriamente detto. L'identità è solo un'illusione narcisistica, tanto aggrovigliati sono i condizionamenti delle strutture del linguaggio (l'inconscio) sul soggetto. L'immagine lacaniana del soggetto è quello di un sintomo: un sintomo delle strutture del linguaggio (l'inconscio), enormemente condizionanti il soggetto a sua insaputa.
Diversa e critica, rispetto alla visione nostalgica dell'Eden lacaniano, è quella degli esponenti della scuola psicoanalitica interpersonale. Del resto Lacan stesso lascia questa nostalgia dell'Eden ai suoi pazienti psicotici, non ancora iniziati alla dimensione simbolica, e a quei suoi altri pazienti nevrotici ancora nostalgici di una realtà pre-simbolica ormai perduta per sempre con il loro già avvenuto accesso al simbolico.
Rispetto a questo discorso, a cui Lacan dà il suo nome e che comunque alimenta il dibattito psicoanalitico sulla vera natura del soggetto e dell'identità, gli interpersonalisti ribadiscono la loro impostazione psicoanalitica sulla piena positività dell'esistenza dell'altro e della relazione con l'altro, riprendendo il noto motto freudiano "Dove è l'inconscio sarà l'Io" e modificandolo in "Dove è l'Io sarà la relazione".
La psicoanalisi intersoggettiva
Per approfondire, vedi la voce Psicoanalisi intersoggettiva.
Con "psicoanalisi intersoggettiva" ci si riferisce ad una corrente recente della psicoanalisi americana. Gli psicoanalisti che fanno riferimento a questa visione relazionale della psicoanalisi vengono detti anche "Intersoggettivisti".
La teoria psicoanalitica di cui si fanno assertori si caratterizza per la loro affermazione circa la concezione della mente come relazione. Da qui anche il riferirsi all'insieme dei loro studi e ricerche come "psicoanalisi relazionale". Sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni '80, ed ancora poco conosciuta tra i non addetti ai lavori, comprende tra i suoi maggiori rappresentanti psicoanalisti come: Heinz Kohut, psicoanalista di Chicago che si può considerare uno degli ispiratori di questa corrente, Robert D.Storolow psicoanalista di Los Angeles, George E.Atwood psicoanalista dell'Istituto di psicoanalisi Intersoggettiva di New York, B. Brandchaft, J. Fosshage, Donna M.Orange, Arnold Modell, Thomas Ogden, Owen Renik, Harold Searles, Jessica Benjamin, Colwyn Trewarthen, Levenson, Greenberg, Stephen A. Mitchell psicoanalista e docente alla New York University, Ritvo, B. Beebe, Lachmann e D. Stern.
Essi, partendo da una critica radicale e conseguente a livello sia teorico che pratico del "mito della mente isolata", mettono l'accento soprattutto ai vissuti relativi al transfert e al controtransfert del paziente e dell'analista e all'intersoggettività, che emerge e si dispiega in questa relazione duale senza più alcuna delle vecchie preoccupazioni di oggettività tipiche della vecchia psicoanalisi, con quelle ambiziose pretese di cosiddetta scientificità che fa il vanto delle scienze naturali soprattutto.
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