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Wilfred Bion: dalla psicoanalisi kleiniana alla psicoanalisi di gruppo
Per approfondire, vedi la voce Wilfred Bion.

Wilfred Bion era uno psicoanalista della Società psicoanalitica britannica che faceva parte del gruppo kleiniano; con la Klein aveva inoltre svolto la sua analisi didattica.

Prendendo le mosse dall'impostazione della maestra, che spingeva la teoria psicoanalitica da una psicoanalisi pulsionale di origine freudiana verso una più marcata psicoanalisi sempre più relazionale, Bion elaborò teorizzazioni di psicoanalisi di gruppo e costituì nuovi gruppi di psicoterapia di tipo psicoanalitico.

Alla morte di Ernest Jones resse la presidenza della Società Psicoanalitica Britannica.


Diffusione della psicoanalisi in America
La psicoanalisi che cominciava, non senza difficoltà e opposizion,i a muovere i primi passi in Europa, ebbe modo per la seconda volta, dopo il viaggio dello stesso Freud e Jung in America del 1909, di farsi conoscere come nuova scienza umana di cui si prevedeva un grande avvenire. Con il clima politico e sociale che negli anni Trenta imperversava in Europa e che non faceva prevedere nulla di buono, vi furono alcuni psicoanalisti che decisero di traferirsi negli Stati Uniti.

Le principali città americane che videro nascere i primi nuclei di nuovi centri psicoanalitici attorno a queste figure di transfughi furono: New York, in cui si stabilirono Sandor Rado, Heinz Hartmann, Ernst Kris, Hermann Nunberg, Rudolf Loewenstein; Los Angeles con Ernst Kris e Otto Fenichel; Chicago con Franz Alexander e Karen Horney; Boston con Hanns Sachs.


La condanna della psicoanalisi da parte del Vaticano
È del 1961 la condanna chiara e ferma da parte del Santo Uffizio della possibilità di praticare la professione di psicoanalista da chiunque faccia parte del clero o comunque degli ordini religiosi.

Ma il Vaticano già prima del 1961 aveva fatto sentire la sua voce di condanna della psicoanalisi in un messaggio del Papa, datato 13 settembre 1952, e ancora dopo in un altro messaggio del 15 aprile 1953. Qualcuno, più possibilista, ha voluto leggere tali messaggi più come condanna della teoria psicoanalitica che della pratica clinica di indirizzo psicoanalitico.

In quegli anni i più noti psicoanalisti cattolici erano Leonardo Ancona ed Emilio Servadio.

Leonardo Ancona, che era anche il direttore dell'"Istituto di Psicologia" dell'Università Cattolica di Milano nel 1963, avrebbe pubblicato "Psicoanalisi", un testo nel quale il pensiero cattolico e il pensiero psicoanalitico non evidenziano quell'antiteticità che aveva mosso gli ambienti della gerarchia del clero ad opporvisi prima che potesse sedurre i legittimi pastori delle anime.

Sempre a Milano, nel 1962, si era costituito un gruppo di psicoanalisti di vario orientamento, che aveva come denominazione "Centro Studi di Psicoterapia Clinica", i quali svolgevano anche una attività di collaborazione con l'Istituto di psicologia dell'università. Di questo centro facevano parte: Silvano Arieti, G. Benedetti, B. Neumann, Franco Fornari, M. Palazzoli Selvini, Silvia Montefoschi, F. Napolitani ed E. Spaltro oltre allo stesso Ancona e a Pier Francesco Galli, che oltre ad esserne il direttore lavorava con le case editrici Boringhieri e Feltrinelli per l'edizione dei classici stranieri della psicoanalisi in italiano.

È da questo circolo di psicoanalisti che nel 1967 nacque la rivista "Psicoterapia e Scienze Umane", che diede ulteriore impulso alla psicoanalisi italiana.


La fortuna della psicoanalisi dell'Io in America
La psicologia dell'Io, che ebbe nell'ultimo Freud e soprattutto in sua figlia Anna i suoi iniziatori, trovò terreno fertile per svilupparsi negli anni '40 e '50 soprattutto in America, dove Heinz Hartmann e David Rapaport furono i due più importanti esponenti di questa scuola.

La psicologia dell'Io trovò invece in Europa nello psicoanalista francese Jacques Lacan uno tra i suoi più fermi oppositori. Questi, quale "vero erede di Freud", la attaccò violentemente a più riprese per la sua tendenza a far funzionare la psicoanalisi come strumento di adattamento, tradendo così il vero senso del discorso sovversivo freudiano.


Lacan o il trionfo della psicoanalisi in Francia
Per approfondire, vedi la voce Jacques Lacan.

La Francia, tra quei paesi che hanno avuto molto presto la possibilità di conoscere la nuova scienza psicoanalitica, è stata la nazione che più ne ha ritardato la sua diffusione e il suo emergere come disciplina di grande rilevanza culturale.

Indipendentemente dal giudizio che si può dare dell'opera di Lacan (1901-1981,) resta da prendere atto che le cose non stanno più così con l'arrivo di Lacan nella storia della psicoanalisi in Francia.

Grande oppositore, per un "ritorno a Freud", della psicoanalisi dell'Io e dell'Associazione Internazione di psicoanalisi, Lacan era uno psichiatra del manicomio Saint-Anne di Parigi. Legato agli ambienti letterari del surrealismo, alle cui pubblicazioni collaborò, nel 1932 si laureò con una tesi sulla psicosi paranoica.

Dopo aver fatto un'analisi didattica con Sacha Nacht, Daniel Lagache e infine Rudolf M. Loewenstein, divenne membro della Società Psicoanalitica di Parigi. Di questi suoi tre analisti didatti solo Daniel Lagache lo avrebbe seguito in parte nelle sue scorribande nei territori della psicoanalisi, mentre tra Lacan e il suo ultimo analista didatta sarebbe nato un conflitto con l'opporsi alla sua ammissione come membro effettivo dell'associazione psicoanalitica francese. Inoltre il dottor Rudolf M.Loewenstein in seguito emigrò negli Stati Uniti, dove si avvicinò sempre più alle posizioni della psicoanalisi dell'Io, che nutriva un sempre più forte successo in quel periodo in America, e che sarebbe diventata una vera "bestia nera" per Lacan. Sempre in quegli anni la sua formazione sarebbe stata influenzata decisamente anche dai corsi che teneva Alexandre Kojeve.

Lancan riconobbe ufficialmente come suoi maestri i soli Clerambault e Freud, che lo avevanoiniziato rispettivamente alla psichiatria e alla psicoanalisi, e Kojeve che, con i suoi corsi sulla "Fenomenologia dello spirito", lo aveva iniziato al pensiero di Hegel.

Dopo aver prodotto nel 1936 il suo primo apporto creativo alla teoria psicoanalitica con una comunicazione scientifica sullo "Stadio dello specchio", nel 1953 Lacan si fece fautore di una scissione all'interno della società di psicoanalisi, accusata, dal punto di vista teorico, di avere una visione eccessivamente medica della psicoanalisi e, organizzativamente, di gerarchia e burocrazia eccessiva.

Nacque così la Société Francaise de Psychanalyse, che, oltre al fondatore, comprendeva prestigiosi psicoanalisti come Daniel Lagache, Francoise Dolto, D. Anzieu, S. Leclaire, O. Mannoni. Tuttavia questa associazione non sarebbe stata riconosciuta dalla Società Psicoanalitica Internazionale, causando una nuova scissione, per cui Lacan infine decide di costituire una sua propria scuola: "L'ècole freudienne de Paris".

Lacan morì nel 1981, non prima di aver dissolto la sua scuola nel 1980, allorché aveva individuto in essa ostacoli allo sviluppo ulteriore della psicoanalisi. Dopo la sua morte, lo psicoanalista J. A. Miller, curatore delle sue opere, ricostruì parte del movimento che faceva riferimento alla lettura lacaniana del testo freudiano.


Il programma lacaniano del "ritorno a Freud"
Jacques Lacan, che usava spesso parlare di sé in terza persona con un modo di esprimersi spettacolare che non eccelleva in diplomazia, si è sempre proclamato l'unico vero interprete dell'insegnamento di Freud e considerava tutte le altre scuole come deviazioni dall'originario "verbo freudiano", benché egli stesso venga considerato da molti piuttosto un innovatore del pensiero freudiano. In effetti lo slogan-programma lacaniano del "ritorno a Freud" aveva più che altro di mira una psicoanalisi che andava costituendosi sempre più come psicoterapia adattativa e sempre meno come psicoanalisi così come era in origine concepita nello spirito di Freud.

Il programma del "ritorno a Freud" aveva di mira una psicoanalisi che andava sempre più ricentrandosi sull'Io, anziché sull'inconscio, smarrendo così il senso della rivoluzione psicanalitica. Ritornare a Freud significava ripristinare il senso originario e rivoluzionario della psicoanalisi. Che poi Lacan ci sia riuscito è un'altra questione, ma l'intenzione di dare la parola all'inconscio non gli si può negare, a Lacan come ad altri psicoanalisti che si sono mossi e si muovono in psicoanalisi con gli stessi intendimenti.

 

 
 
 

 

 
 
 
 
 
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Web

www.psicoterapia-counseling-disturbo-apprendimento.org
 
Psicologia. (2006, settembre 25).
Wikipedia, L'enciclopedia libera. Retrieved, settembre 28, 2006