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Gli inizi dell'intrecciarsi di psicoanalisi e politica

Wilhelm Reich
Per approfondire, vedi la voce Wilhelm Reich.

Wilhelm Reich, giovane medico della cerchia degli allievi di Freud a Vienna, che già a ventisette anni dirigeva il seminario di tecnica psicoanalitica dove si svolgeva la formazione dei nuovi analisti, è noto ai più per il detto che gli era tipico: "L'amore, il lavoro e la conoscenza sono le sorgenti della nostra vita: devono anche governarla".

Reich fu colui che tentò una analisi con gli strumenti che gli erano propri del fenomeno nazi-fascista, che in quegli anni andava sempre più dilagando in Europa. Pubblicò tale studio con il titolo "Psicologia di massa del fascismo" nello stesso anno della salita al potere di Hitler in Germania, il 1933.

Alle tesi sostenute da questo psicoanalista si appoggeranno in gran parte le posizioni di aspra critica alla psicoanalisi dei due antipsicoanalisti francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari, il primo filosofo, il secondo psichiatra e psicoanalista, autori di "L'Anti-Edipo" (1971), testo che fece fortuna negli anni susseguenti alle rivolte studentesche del maggio del '68.

Il freudo-marxismo di Reich, insieme a quello di Herbert Marcuse, è l'unico pensiero psicoanalitico che riuscì a far breccia e ad essere ben accolto in quegli ambienti studenteschi degli anni che videro nascere le proteste o "contestazioni".

Le conseguenze dell'avvento di Hitler al potere
A sei anni dal finire dell'intrecciarsi della storia personale dell'ebreo Freud con quella del movimento psicoanalitico, nel 1933 il partito nazionalsocialista giunge a conquistare il potere in Germania. In quello stesso anno venne distrutto l'"Istituto di Ricerca Sessuale", che aveva come suo fondatore Magnus Hirshfeld e che vedeva Freud come collaboratore. Parimenti il nuovo governo riunificava sotto l'unica denominazione di "psicoterapia tedesca" le propaggini del movimento psicoanalitico che facevano riferimento a Freud, Adler e Jung.

Londra nuova capitale della psicoanalisi
Sotto l'incessante minaccia del regime antisemita Freud fu costretto dai suoi più stretti collaboratori ad emigrare a Londra, che così divenne nel 1938 il nuovo centro di irradiazione, non tanto di una nuova branca medica o psicoterapia ma di un nuovo approccio scientifico alla realtà che avrebbe preso via via sempre più corpo. Ciò malgrado Freud si considerasse uno scienziato ortodosso in linea con il metodo sperimentale.

A Londra l'associazione psicoanalitica britannica era stata sciolta nel 1913 e le cause di questo vanno ricercate proprio nell'abbandono del movimento da parte di Jung. Lo psiconalista inglese Ernest Jones (1879-1958), che ne era stato il principale fondatore, era riuscito a ricostituirla solo nel 1919 e ne resse la presidenza sino al 1944.

Jones conobbe Freud nel 1908. Uno dei fedelissimi di Freud, di cui ne curerà in seguito una ampia biografia, era stato anche tra i fondatori nel 1911 dell'Associazione americana di psicoanalisi. Volendo essere rappresentante della più pura ortodossia freudiana, combatté all'esterno ogni pur minima contaminazione junghiana e all'interno per ricomporre la divisione nel movimento, che vedeva contrapposti i due punti di vista espressi dai due principali esponenti della psicoanalisi del Regno Unito: Anna Freud (1895- londra 1982)), che era la minore dei figli di Sigmund Freud, trasferitasi assieme a lui a Londra, e la psicoanalista Melanie Klein, anch'essa di origine viennese.

È certo anche che, nel suo zelo, Jones giunse a creare nel 1912 un Comitato segreto per la difesa della psicoanalisi.

Anna Freud e la psicologia dell'Io
Per approfondire, vedi la voce Anna Freud.

Con il termine di "psicologia dell'Io" ci si riferisce ad una vera e propria scuola di psicoanalisi, che ebbe in Anna Freud la sua iniziatrice, in particolare con la pubblicazione nel 1936 de "L'Io e i meccanismi di difesa".

Melanie Klein e la psicoanalisi delle relazioni oggettuali
Per approfondire, vedi la voce Melanie Klein.

La Klein venne a conoscenza dei lavori di Freud allorché si trasferì a Budapest nel 1910, dove ebbe la sua prima formazione psicoanalitica sotto la guida di Ferenczi. Nel 1922 era a Berlino dove proseguì la sua formazione con Karl Abraham (1877-?), di cui si considerò sempre discepola e continuatrice. Fu a Berlino che ella vide iniziarsi quel dibattito sulla psicoanalisi dell'età evolutiva che vide l'associazione berlinese di psicoanalisi propendere per le tesi di Anna Freud.

Ernest Jones, noto paladino dell'ortodossia freudiana, sorprendentemente espresse sull'argomento una posizione più cauta, ritenendo che le tesi Kleiniane avessero comunque i requisiti per una cittadinanza legittima all'interno dello sviluppo del pensiero freudiano, e la invitò a Londra, dove rimase dal 1925 sino al 1960, anno della morte.

Per quanto riguarda il contributo teorico alla psicoanalisi di Melanie Klein, questa da allieva di Abraham, pur non abbandonandone l'impianto teorico di base, che poneva l'accento sul primato della pulsione, introduceva alcuni concetti che si distanziavano dalle teorizzazioni freudiane in materia di sviluppo psichico, forte anche della propria esperienza diretta con i bambini.

Innanzitutto le teorie sulla formazione dell'Io: per la Klein questa istanza esiste già dalla nascita, e gestisce i meccanismi fondamentali di introiezione e scissione, vale a dire le due principali modalità di acquisizione e discriminazione delle qualità dell'oggetto (mentre per Freud l'Io si "forma", non preesiste alla coscienza).

Anche il complesso di Edipo, e la conseguente formazione e affermazione del Super-Io, istanza morale e giudicante, sono anticipati rispetto a Freud (che colloca l'Edipo intorno ai quattro-cinque anni del bambino, mentre la Klein lo "anticipa" al primo anno di vita).

Edward Glover (1888-?), altro allievo di Abraham, considerava le tesi, peraltro a suo parere indimostrabili della Klein, alquanto pericolose per lo sviluppo della psicoanalisi; pertanto, sdegnato, nel 1944 diede le dimissioni dalla Società di psicoanalisi britannica.

Il dissidio non era solo teorico, ma verteva anche sulle implicazioni pratiche a cui tale elaborazioni potevano condurre. Per esempio la Klein, fin dal [[1925],] si era espressa come favorevole, ed anzi auspicava anche a titolo preventivo, il trattamento di tipo psicoanalitico rivolto ai bambini, cosa che vide sempre in opposizione Anna Freud, che vedeva in una analisi precoce anche degli svantaggi.

Anna Freud, Melanie Klein e gli Indipendenti: un confronto interno alla psicoanalisi freudiana
Il dissidio, o piuttosto il dibattito, che ebbe luogo all'interno della psicoanalisi freudiana inglese a partire dalla seconda metà degli anni Venti, ma che ebbe ripercussioni rilevanti nel dibattito susseguente a livello internazionale, verteva sulla psicoanalisi infantile a cui erano specificamente interessate le psicoanaliste Anna Freud e Melanie Klein.

A queste due fazioni della psicoanalisi faceva da contraltare un terzo gruppo di psicoanalisti, detto degli Indipendenti, che comprendeva Ernest Jones stesso, i quali non intendevano schierarsi né con l'una né con l'altra delle fazioni in lotta. Nello stesso tempo questo gruppo non volle creare una vera e propria scuola. Degli Indipendenti oltre a Jones facevano parte Donald Winnicott, Ronald Fairbairn, Ignatio Matte-Blanco e Glover.

Tale controversia si incrementò nel tempo, e la passione teorica per la psicoanalisi era talmente alta che, in piena seconda guerra mondiale, sotto i bombardamenti tedeschi di Londra, all'interno del movimento psicoanalitico inglese gli animi erano surriscaldati come mai prima. In un clima da resa dei conti Melanie Klein, Anna Freud e le loro fazioni si facevano una guerra spietata, tanto che perfino la figlia di Melanie Klein, Melitta Schmideberg, giovane promettente psicoanalista, cedeva alle invettive contro la madre.

 

 
 
 

 

 
 
 
 
 
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Web

www.psicoterapia-counseling-disturbo-apprendimento.org
 
Psicologia. (2006, settembre 25).
Wikipedia, L'enciclopedia libera. Retrieved, settembre 28, 2006